About Me

me“Mi chiamo Giulia, sono nata e cresciuta a Roma ma in realtà mi sento da sempre cittadina del mondo.

La voglia di viaggiare l’ho ereditata dalla mia famiglia che mi ha permesso sin da giovanissima di girare l’Europa. Mi piace scoprire nuove culture, confrontarmi con realtà diverse dalla mia, esplorare nei loro usi e costumi popolazioni lontane dalla mia terra di origine.

Dal mio primo viaggio in Scozia a soli 12 anni non mi sono più fermata, girando in lungo e largo, facendomi adottare qua e là dai vari Paesi toccati, lasciandoci sempre un pezzo di cuore.
Questo blog si chiama The Wanderlust Gene, il gene di chi sente il bisogno irrefrenabile di scoprire il mondo. Chi mi conosce sa che sofferenza sia per me rimanere ferma per più di tre mesi, alla scadenza del terzo mese inizia a starmi stretta la quotidianità, così la voglia di ripartire si fa sempre più impellente.  Perciò ho deciso di regalarmi un anno di continuo vagabondare per questo meraviglioso pianeta, documentando il tutto su questo blog, per lasciare una traccia di me alle persone che mi aspettano a casa, per essere di ispirazione a chi vorrà compiere la stessa impresa, ma forse, più di tutto, per non perdere me stessa.”

Questo è ciò che scrivevo prima del mio viaggio intorno al mondo, dove ho capito che dall’esplorazione esteriore nasce una maggiore conoscenza di sé. Per tanto ho lasciato che il mio Wanderlust Gene prendesse ancora il timone della mia vita, iniziando un nuovo percorso che mi porterà ancora una volta alla scoperta di Me.
Stay tuned…

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4 risposte a About Me

  1. Cristina Delle Fratte ha detto:

    Buon viaggio….piccola❤️

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  2. sandro sechi ha detto:

    Buon viaggio piccola mia …

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  3. Manuela Marcoaldi ha detto:

    buon viaggio nipotina….ti seguo con il cuore

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  4. Susanna Sechi ha detto:

    L’attesa è parte della vita. Se ti fermi a riflettere è stata una compagna costante, febbricitante o cauta, ricca di sogni o di dolori. Ricordi l’attesa piena di sorpresa dei pacchi sotto l’albero, l’attesa del primo giorno di liceo e“chissàcosamiaccadràchiconoscerò”, l’attesa di vedere comparire tra paura e gioia le due tacchette del test di gravidanza……….E poi ci sono le attese di dolore : aspettare che ti chiami sdraiata sul letto ascoltando musica a tutto volume e capire che il tuo grande amore ti sta accannando, l’attesa di un responso medico anche se dentro di te sai già, l’attesa di tempi migliori.
    Quanto tempo passato ad attendere. Ma niente ti fa veramente capire l’attesa come la lontananza di un figlio e il telefono ne diventa il totem : dal primo istante che lo lasci in aeroporto cominci ad attendere. Sai di essere illogica, sai che è assurdo cominciare a guardare il telefono dopo 2 ore, sai che sei ridicola quando cominci a portarti il telefono anche in bagno perché ”nonsisamaimichiamipropriomentrestosottoladoccia”, in cucina, nell’orto. Quando controlli mille volte i messaggi e wathsapp e fb e per far questo ti sei pure attrezzato con uno di quegli odiati oggetti che si chiama iphone e che resta un orribile estraneo. Non riesci nemmeno ad immaginare cosa vuol dire un anno di attesa, proprio non ci riesci ma sai che te lo vivrai, giorno per giorno, ora per ora. E in fondo al tuo cuore, nonostante l’ansia e la paura ne sei felice, perché anche questa è una nuova avventura e seppure le ali non sono le tue, c’è magia e scoperta e apprendimento nell’osservare un aquila in volo.

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